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Appuntamenti di Ottobre 2019

L’autunno è iniziato ed ecco una carrellata degli appuntamenti delle prossime 4 settimane, che di fatto chiuderanno i circuiti nazionali e regionali, lasciando spazio alla lunga parentesi invernale che tra novembre e febbraio ci porterà esclusivamente nei parchi di Roma e nelle “macchie” della campagna a nord di Roma.

Ricordiamo che a parte questi eventi ufficiali, il circuito ludico-motorio Ogni Parco un’Avventura prevederà diverse tappe nel mese di ottobre, a partire dalle sessioni “di piazza” di questo weekend (sabato 5 pomeriggio a Piazza dei Consoli e S.Giovanni Bosco, domenica 6 pomeriggio al parco in via Castiglione di Sicilia), per poi proseguire su mappe più interessanti (sabato 12 pomeriggio a Parco Lucia Jungo ad Anagnina, sabato 19 mattina a Villa Lais e pomeriggio a Villa Lazzaroni, sabato 26 pomeriggio al Parco delle Carrozze a Cinecittà). Tutti appuntamenti gratuiti in cui si potrà far scoprire l’orienteering a figli/nipoti/amici/parenti in una cornice semplice, immediata e divertente.

domenica 6 ottobre – Faggeta di Oriolo (VT)
Trofeo Enea 2019/20 #1
Riparte il circuito di gare più antico d’Italia (siamo alla 52a edizione), su una delle mappe più apprezzate del Trofeo. Come sperimentato l’anno scorso, tre i tracciati a disposizione dei concorrenti: Lungo e Medio, che entrano nella stessa classifica generale, e il Corto.
Info gara: http://www.eneaorientering.it/gara-1-5.html
Mappa di Oriolo: http://andreaperla.altervista.org/wp-content/uploads/2010/09/Oriolo.jpg (fonte http://andreaperla.altervista.org/)
Iscrizioni direttamente sul posto.

domenica 13 ottobre – Prato di Campoli (FR)
Campionato Laziale a staffetta
Una classica di fine stagione, la gara che assegna il titolo regionale a staffetta si disputa quest’anno nel frusinate, tra i prati e i faggi di Prato di Campoli, sopra Veroli, un impianto utilizzato raramente e che tra le formazioni rocciose e le forme del terreno nasconde sempre molte insidie. Le staffette sono tutte a 2 frazioni (escluse le categorie MW12 ed Esordienti che prevedono gara individuale).
Info gara: https://www.fiso.it/gara/2019279 o http://www.ccrorient.org/
Mappa di Prato di Campoli: https://doma.asdorsamaggiore.it/map_images/7.jpg
Iscrizioni entro mercoledì 9 ottobre.

domenica 20 ottobre – Bosco di Manziana (RM)
Trofeo Italia Centrale #10
Prova conclusiva del Trofeo Italia Centrale e ultima occasione per assegnare i punti del Campionato Regionale Società, in cui alla fine speriamo di mantenere l’attuale seconda posizione (sarebbe la prima volta…). La macchia di Manziana, a dispetto della sua ricca rete di sentierini, è tecnicamente assai infida ma allo stesso tempo uno degli impianti di bassa quota più estesi e validi del Lazio. Per chi si perdesse quest’appuntamento, potrà recuperare a dicembre visto che vi si terrà anche una prova del Trofeo Enea. Nota antipatica: è rinomata la presenza di zecche, è raccomandato l’utilizzo di spray antiparassitario prima e controllo accurato dopo.
Info gara: https://www.fiso.it/gara/2019280 o http://www.eneaorientering.it/
Mappa (parziale) di Manziana: http://www.o-team.it/doma/map_images/277.jpg (fonte http://www.o-team.it/)
Iscrizioni entro mercoledì 16 ottobre

weekend 26/27 ottobre – Peschiera del Garda e Bardolino (VR)
Finale Coppa Italia Sprint e Campionati Italiani Sprint Relay
Ultimo appuntamento nazionale della C-O per il 2019, sulle sponde veronesi del Lago di Garda, dopo la conclusione dello Sprint Race Tour a Candriai (a proposito, complimenti a Francesco per la vittoria della classifica nella M18, sebbene fosse impegnato ai JEC in Francia) tocca alla Coppa Italia e infine all’ultima gara che assegna un titolo italiano, il più “giovane” di istituzione, quello della Sprint Relay (staffetta mista 2 uomini + 1 donna).
Sito dell’evento: http://www.garda2019.it/
Mappa di Peschiera del Garda: contenuta nel bollettino https://www.fiso.it/_files/f_media/2019/09/19250.pdf
Mappa di Bardolino: http://www.erebusvicenza.it/doma/map_images/2.jpg (fonte http://www.erebusvicenza.it/)
Iscrizioni entro lunedì 21 ottobre

e infine… rullo di tamburi…

weekend 1/2/3 novembre – Tor Tre Teste / Banditaccia-Cerveteri / Roma Centro
Rome Orienteering Meeting 2019
Per molti non ha bisogno di presentazioni, per qualcuno sarà una bella gatta da pelare come organizzatore, ma per tutti gli altri sarà una festa assicurata! Iscrizioni arrivate quasi a 550 partecipanti (benché più fiacche del previsto) battenti 30 bandiere diverse: sarà una coloratissima manifestazione internazionale. Come tesserati Orsa Maggiore è consentito ancora iscriversi alle quote gara di base (45€ per la 3-giorni o 17€ per la gara singola gli adulti, 20€ / 8€ per i giovani, 25€ / 10€ per le cat. open) ma dovete affrettarvi perché siamo veramente in chiusura!!!
Sito dell’evento: https://romeorienteering.it/it/
Mappa di Tor Tre Teste: https://asdorsamaggiore.it/wp-content/uploads/2018/05/t3t18_ROSSO.jpg
Mappa della Banditaccia (che è stata completamente rifatta): http://4.bp.blogspot.com/-_H3Sp7_9YlY/UGBlfuTDdRI/AAAAAAAABbc/UB3gy36onUw/s1600/23_09Cerveteri.JPG (fonte
Mappa di Roma Centro: http://other.gspavione.it/maps/map_images/338.jpg (fonte https://www.gspavione.it/it/)

Qui si chiude la carrellata degli appuntamenti nei prossimi 30 giorni…. l’ultima newsletter dell’anno coprirà i mesi di novembre e dicembre assieme, occupati essenzialmente dagli interessanti eventi del circuito Ogni Parco un’Avventura (con l’inaugurazione di ben 4 nuovi impianti e l’aggiornamento/ampliamento di altri 2), organizzato da noi, e le prove del Trofeo Enea.

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Dopo l’infortunio, per Antonio i WMTBOC a Viborg

E’ sempre un grande soddisfazione poter vantare in squadra un atleta della nazionale maggiore, seppure la Mountain Bike Orientamento non sia particolarmente diffusa e conosciuta in Italia e ancora meno nel Centro. Non è un caso che il trasferimento in Alto Adige, per motivi lavorativi, abbia giovato ad Antonio anche nella possibilità di partecipare più facilmente alle gare nazionali e all’estero, infortuni a parte… Ecco le sue impressioni sui Campionati Mondiali di MTB-O disputati con la maglia azzurra tra fine luglio e inizio agosto in Danimarca.

Dopo l’infortunio al mignolo della mano sinistra che si è rivelato più complicato del previsto, con annessa operazione chirurgica, sono riuscito a presentarmi in condizioni decenti al mondiale di MTB Orienteering. Effettivamente però nei due mesi che precedevano l’appuntamento non sono riuscito ad allenarmi adeguatamente: solo bici su strada e senza quelle gare (in particolare la 5 giorni di Plzen) che mi avrebbero permesso di arrivare con la giusta mentalità al mondiale. Sono partito per la Danimarca con molto entusiasmo, finalmente fuori dalla malattia, senza obblighi di reperibilità e un dito libero da fissatori chirurgici e quant’altro. In realtà non sapevo ancora verso cosa stavo andando incontro. Prima di descrivere ciò che è successo in gara è importante precisare che il mio mondiale è stato condizionato pesantemente da fattori esterni di ogni tipo, compresi ovviamente i postumi dell’infortunio: sapere di avere un dito ancora fragile e poco funzionante non può che influenzare le prove. Sinceramente quest’ultimo è stato il problema minore. Aver affrontato un mondiale così delicato mi ha messo veramente alla prova ed è brutto dirlo ma, se le gare fossero andate bene, ne sarei uscito con meno insegnamenti. Ma veniamo al resoconto delle gare senza dimenticare delle importanti considerazioni per chi non conoscesse bene questa disciplina.

Aver affrontato un mondiale così delicato mi ha messo veramente alla prova ed è brutto dirlo ma, se le gare fossero andate bene, ne sarei uscito con meno insegnamenti.

La prima gara in programma è la sprint nel centro di Viborg, per l’occasione chiuso al traffico. Ero contento di tornare in gara dopo tanto tempo, dopo la sfortunata mass start degli Europei dove in ogni caso avevo trovato delle buone conferme tecniche e fisiche. Il percorso di gara è esattamente paragonabile a quello di una gara di corsa orientamento, oramai sempre più spesso le sprint di MTB-O si avvicinano a quelle di C-O, è un dato di fatto. Il problema è che la velocità e la difficoltà di lettura rendono il tutto estremamente più difficile. Parto molto presto, non avendo molti punti nel ranking IOF. La situazione è fin troppo calma, ma io sono molto concentrato, una concentrazione che purtroppo non ritroverò più nelle gare seguenti. La gara procede bene, so che non posso spingere al massimo per non rischiare troppo ma riesco ad essere fluido, nei primi sette punti di controllo riesco anche a raggiungere un avversario partito prima di me, poi una sbavatura alla 9 anticipando un bivio, un errore evitabile che però ci può stare, qualche scelta non troppo azzeccata e alcuni rischi nei successivi punti della prova. Andando alla 18 il mio mondiale è praticamente finito. Mentre guardavo la carta in un tratto rettilineo ad alta velocità mi sono ritrovato improvvisamente a terra. In un primo momento non sapevo cosa fosse successo, il mio dito era al sicuro fortunatamente. In sostanza avevo fatto frontale con una ragazza della categoria W20. Sono ripartito sbagliando subito e sbagliando nel punto in cui il 90% dei concorrenti ha sbagliato e ormai con poca motivazione ho concluso la mia gara in quasi 29’, almeno 2’ in più del previsto e con molte escoriazioni. Il mondiale è iniziato nel peggiore dei modi ma, fortunatamente per noi, Fabiano Bettega è riuscito a centrare un 5° posto (miglior risultato del Team Italia staffetta esclusa), le gare super tecniche sembravano fatte apposta per lui.

La gara middle era in programma due giorni dopo, nel giorno di riposo era previsto un model Event in fin dei conti poco utile perché la zona di gara era a quasi 100 km di distanza, sulla costa orientale della penisola dello Jütland, precisamente a Ebeltoft. Sapevamo cosa ci aspettava: una gara estremamente tecnica. Purtroppo fino a quando non sono partito non potevo capirlo fino in fondo. Sono partito con la voglia di riscattare la prova della sprint, ma essere troppo determinato mi ha fatto sbagliare sin da subito. Con il senno di poi, avrei sicuramente dovuto affrontare la prova con estrema cautela, quasi in modalità allenamento, e forse mi sarei salvato. Gli unici intertempi discreti sono stati quelli fatti insieme ad altri. Come è possibile analizzare sulla carta, la parte alta, presentava un reticolo di sentieri veramente estremo con numerosi incroci di linee. La scala al 7500 poteva aiutare (utilizzando il classico 1:10000) alcune parti sarebbero state quasi illeggibili. Di certo questa prova è stata quasi proibitiva. Il mio livello tecnico attuale mi rende veramente difficile essere performante in queste gare.

Il giorno seguente era in programma la gara long, a Stråsø, in una vastissima zona rurale/forestale. Questa gara poteva rappresentare per me l’occasione del riscatto, infatti la Long è la prova in cui mi sento più forte, visto che alterna tratti di lettura carta a tratti in cui è importante spingere sui pedali. La sfortuna anche in questo caso ha condizionato pesantemente la mia prova: tra il primo e il secondo punto ho avuto subito un problema meccanico. Il perno della ruota anteriore ha cominciato a svitarsi, sarebbe bastata una brugola per riavvitarlo ma, come spesso accade, non avevo attrezzi nell’unica volta in cui ne avrei avuto bisogno. Ovviamente riavvitarlo a mano era quasi inutile perciò mi sono dovuto ritirare. Questo è stato decisamente il colpo del KO. Analizzando la gara nel suo sviluppo, si può notare come la rete sentieristica sia molto simmetrica ma anche fitta. Inoltre sono presenti due zone della carta molto tecniche tra il 5° e il 7° punto in cui si ripassava a circa metà gara e una zona a est della carta che si attraversava tra il 9° e il 12° oltre che nel finale di gara. Il terreno era molto pesante fuori dalle strade forestali, con radici e talvolta sabbia ma generalmente i rilievi erano modesti, come sempre in Danimarca. In ogni caso una gara per passisti. Luca Dallavalle è riuscito quasi a centrare la top 10 con una buona gara.

Durante il giorno di riposo ho fatto un breve giro in carta per trovare il feeling e arrivare alla mass start con il morale non troppo basso. Il bello ma anche il brutto di questa prova è l’incertezza e la componente tattica. In questo caso però la componente tecnica sovrastava le altre. Si gareggiava in una piccola zona a nord di Viborg, un bosco suburbano con una miriade di sentieri. La gara prevedeva 3 giri con 3 cambi carta in una zona ristretta, un trasferimento a sud per alcuni punti veloci in farfalla e un finale molto tecnico e delicato, in parole povere c’era da leggere e non sbagliare. La cosa non mi è riuscita, 3 primi punti diversi costringevano i concorrenti ad andare in tutte le direzioni in zona punto, perciò ho perso del tempo, la gara tuttavia non era ancora finita. Seppur abbastanza indietro nella classifica parziale, mi sono divertito a svolgere la parte centrale del percorso, fino a quando, con la voglia di recuperare, ho sbagliato pesantemente alla 15. Questo errore mi ha fatto capire molte cose, ad esempio che la velocità in gara non deve essere esagerata per non commettere errori, soprattutto in gare tecniche. Ci vuole tempo per affinare certi automatismi, l’esperienza non è una cosa immediata. Grazie a questi insegnamenti sono tornato dal mondiale con un pensiero positivo, i risultati sono stati negativi ma è stata pur sempre un’esperienza necessaria alla quale non potevo arrivare preparato visto l’infortunio e le poche gare fatte in generale.

Ci vuole tempo per affinare certi automatismi, l’esperienza non è una cosa immediata.

Nell’ultimo giorno di gare i miei compagni hanno confermato il loro 4° posto in staffetta con una gara solida in un terreno veramente ostico. Direi che ho ancora molto da imparare da loro ma fortunatamente ho anche molto tempo per farlo.