EYOC 2017 – Francesco alla rassegna europea giovanile

Con i Campionati Mondiali di Corsa Orientamento Assoluti (WOC) e Giovanili (JWOC) appena conclusi in Estonia e Finlandia, quelli di Trail-O appena iniziati in Lituania, la stagione orientistica internazionale ha vissuto il suo momento più “caldo” nell’area baltica. Ma anche nel cuore dell’Europa, in Slovacchia, si è tenuto tra fine giugno e inizio luglio un evento di particolare rilievo per fare conoscenza dei top-orienteers di domani: i Campionati Europei Youth (EYOC), riservati agli under 18 e under 16.

Abbiamo la fortuna di avere in squadra uno dei ragazzi che ha ricevuto la convocazione in M16 agli EYOC da parte del selezionatore delle squadre giovanili Corrado Arduini ed ecco quindi un resoconto dell’esperienza del nostro Francesco Mariani, augurandogli che sia solo il primo di una lunga serie!

A fine maggio, dopo aver gareggiato nelle prove di Coppa Italia della prima metà della stagione, con mia grande emozione sono riuscito ad ottenere la convocazione nella categoria M16 per gli “European Youth Orienteering Championships” (EYOC) 2017 che si sono tenuti in Slovacchia dal 28 giugno al 2 luglio; ed ora che sono a casa posso raccontare a caldo questa importante esperienza.
I due model event in città e nel bosco del giorno precedente alle manifestazioni mi hanno fin da subito proiettato sui terreni che avrei potuto incontrare in gara. Ho capito che erano entrambi terreni molto fisici, in cui bisognava saper dosare le forze e utilizzare la testa. Con tutte le precauzioni dateci dai nostri tecnici accompagnatori, sono andato a dormire un po’ teso ma allo stesso tempo orgoglioso di essere lì, sapendo che il giorno dopo avrei debuttato in una competizione nella quale dovevo giocarmela con i più forti al mondo.
Siamo dunque arrivati al giorno tanto atteso della prova sprint, svoltasi nella ridente cittadina slovacca di Banská Štiavnica. Mi aspettava una gara allo stremo di 2,5 km con addirittura 145 m di dislivello. In carta prevale il verde oliva del terreno privato e infatti le strade non sono molte, e nemmeno troppo intricate, ma quello che inganna è la loro irregolarità. Il tempo dei vincitori era stimato a 12 minuti ma gli organizzatori si sono spinti un po’ oltre e alla fine solo uno è riuscito a scendere sotto i 13 minuti. Per quanto riguarda la mia prestazione non è andata come speravo: ho chiuso in 66^ posizione in 16’03”. La prima parte, fino al punto spettacolo, prevedeva la discesa verso il centro della città; qui ho commesso quasi subito un errore da 30 secondi, succeduto da un’incertezza e persino una caduta, nella quale ho perso tempo e concentrazione. Nella seconda erano previste strade molto scoscese, alcune delle quali rese ancora più insidiose dalle scale. Era qui che si testava la resistenza sia fisica che mentale di un’atleta, test non superato da me che, oltre a non avere le forze in salita, ho commesso un banalissimo errore di 40 secondi proprio dopo la zona più ripida dettato dalla fatica che mi aveva fatto perdere concentrazione. Sono così arrivato abbastanza deluso ai piedi del castello della città (dove era posto il finish) desideroso più che mai di migliorarmi l’indomani.
Eccomi quindi alla partenza della gara long ad Ovest di Banská Bystrica. Stavolta i tempi dei vincitori erano stimati intorno ai 45 minuti in un percorso di 5,3 km con un dislivello pesantissimo di 355 m. Il bosco aveva una vegetazione mista, le zone di bosco bianco dalla visibilità ottima si alternavano in modo equivalente a quelle di bosco verde; le zone di verde 1 non erano molto scomode, a differenza delle zone disboscate aperte grezze piene di sottobosco e rami a terra. Io mi sono classificato 50° con il tempo di 59:34, ma, a differenza della gara sprint, non ho grossi rimpianti; ho fatto una gara pulita, ho gestito bene le tratte lunghe e sono contento delle mie scelte (ne ho sbagliata solo una), anche se per tre volte ho avuto difficoltà in zona punto. Come prevedibile ho patito molto i frequenti tratti di salita ripida nei quali era impossibile correre, ma non ho mollato e sono sempre riuscito a spingere. Così, dopo uno sprint tirato al massimo, ho concluso anche la seconda giornata di gare.
Il terzo giorno era quello della staffetta, nella quale la mia presenza non era assicurata, considerando che i posti erano tre e noi eravamo in cinque, ma alla fine mi hanno schierato come terzo staffettista. Il luogo di gara era il medesimo del giorno prima e io ero carico anche se sentivo che ancora non avevo smaltito la stanchezza della long. La gara era cominciata e come primo frazionista presentavamo il più forte in squadra, una garanzia pensavamo, e invece è successo quello che noi speravamo non succedesse, ovvero che lui tardava ad arrivare. Io e l’altro mio compagno eravamo sempre più turbati. Quando ha tagliato il traguardo era scuro in volto e molto deluso. Si è scusato con noi ma è riuscito comunque a darmi qualche consiglio sulla gara. Passava il tempo e neanche il secondo frazionista si faceva vedere. Solo dopo l’arrivo dei vincitori è riuscito a darmi il cambio. Mi aspettava l’ennesima faticata da 3,7 km e 235 m di dislivello e non mi stavo presentando con la giusta concentrazione, ormai demoralizzato dalle prestazioni dei miei compagni di staffetta. Tutto ciò si è poi ripercosso sui primi due punti in cui ho perso in tutto circa tre minuti; quando sembrava che mi stessi riprendendo, ho commesso un errore di ben sette minuti a metà gara. Ho concluso una gara insoddisfacente sulla falsa riga dei miei compagni, finendo nella parte bassa della classifica in 19^ posizione.
In conclusione, archiviando i risultati, ho passato un’entusiasmante settimana insieme ai miei compagni di nazionale (ovviamente tutti del Nord Italia) con i quali ho riso e scherzato in abbondanza, portandomi a casa un’esperienza significativa che mi ha formato anche sul piano tecnico.
Ed ora, dopo un meritato riposo, si potrebbe fare un pensierino agli EYOC 2018…

EYOC 2017 finale Sprint M16
EYOC 2017 finale Long M16
EYOC 2017 staffetta M16

Una 3 giorni di Pasqua down-under

Dopo aver partecipato all’evento più importante da quando mi sono trasferito a Sydney, credo valga la pena di dedicargli qualche approfondimento.

A quanto pare la 3 giorni di Pasqua è una manifestazione abbastanza sentita dagli orientisti locali, tanto che il numero di partecipanti quest’anno era vicino agli 800, con qualche presenza anche dai paesi limitrofi, tipo Hong Kong e Nuova Caledonia. Oltretutto il primo giorno prevedeva, per gli Elite, una gara middle valida come WRE. Location designata, la Clandulla State Forest, circa 200/250 km a nord-ovest di Sydney, appena oltre le Blue Mountains.

I “giochi” sono iniziati venerdì 18 aprile con un prologo sprint per le categorie M/W21E (per le quali, di fatto, si trattava di una 4 giorni) e a seguire una gara promozionale pubblica sugli stessi tracciati. Negli altri tre giorni, invece, si è corso su distanze middle e long, sebbene la mia categoria (M21A) prevedeva tre gare più o meno della stessa lunghezza, diciamo long ma neanche troppo.

Il terreno di gara del primo e terzo giorno era abbastanza simile, tipico bush australiano (più “pulito” e veloce del solito, comunque) con lunghi e ripidi valloni rocciosi a rendere lo sforzo ancora più fisico, richiedendo qualche scalata di paretine rocciose. Nel secondo giorno, fatta salva la prima parte, il terreno era invece decisamente più piatto, con movimenti del terreno meno accentuati e una rete di sentieri più densa.

L’organizzazione, a carico della Federazione del New South Wales (Orienteering NSW), ha gestito l’evento con standard elevati per i partecipanti: ampie e spettacolari le 3 arene di gara, dotate di tutti i servizi necessari (ristoro, bagni, possibilità di acquisto pranzo, bibite e dolci), servizio di risultati gestito tramite il sistema O-Lynx su 6 schermi LCD (stile Oringen, più uno aggiuntivo con ripresa dal vivo del corridoio d’arrivo), risultati live su internet e pubblicazione degli split su WinSplits poche ore dopo la conclusione della gara.

Quanto a me, ho faticato un po’ il primo giorno con qualche errore di troppo che non mi ha lasciato molto soddisfatto, ma negli altri due giorni sono riuscito a tirare fuori due gare molto pulite e fisicamente “gagliarde” con solo qualche piccola (accettabile) sbavatura. Il terzo giorno ho corso con un po’ di dolore al ginocchio sinistro dall’inizio alla fine, ma ciò fortunatamente non ha inciso sul risultato finale.

Le carte di gara con il mio percorso sono pubblicate tutte sul DOMA Orsa Maggiore>:
Carwell’s Labyrinth > day 1
Prosser’s Reef > day 2
Cherry Farm > day 3

Parlando del risultato, premesso che visto lo stato di forma la partecipazione in Elite sarebbe stata forse possibile (nonostante un secondo giorno da 14 e più km più 400m di dislivello) e che la concorrenza in M21A è stata a dir poco esigua (solo 4 partecipanti hanno disputato tutte e tre le gare), arrivare al primo posto tre volte su tre è stato abbastanza soddisfacente, soprattutto il secondo e terzo giorno in cui ho disputato gare quasi perfette. Insomma, come souvenir dell’Orienteering Australiano, potrò portarmi a casa una medaglia, il che non guasta 🙂

E magari sabato prossimo proverò il percorso Elite ai campionati long del NSW…

Primi podi da agonista per Francesco in M14

Nella prova del Trofeo Nazionale Centri Storici di Clusone (BG) del 29 marzo Francesco ha conseguito un bel 3° posto nella Cat. M-14, alle spalle di Pietro Palumbo (Orienteering Crea Rossa) e dopo un testa a testa con Gabriele Bonora del CUS Bologna. L’M-14, come tutti i tracciati, vedeva i concorrenti impegnati in una prima parte di percorso nel centro storico vero e proprio, mente la seconda parte ha interessato la zona nuova residenziale, che ha trasformato la gara in una manifestazione podistica.

Il giorno successivo c’è stato il battesimo del bosco per Francesco, nella pineta di Clusone: il percorso era di livello tecnico adeguato, e il risultato è stato ancora un podio, alle spalle del solito Pietro Palumbo e di Damiano Bettega (G. S. Pavione).

Le successive due gare Francesco le ha disputate nel Trofeo Italia Centrale; qui la categoria è la M-16, in quanto la M-14 non è istituita, per cui i percorsi sono stati tecnicamente più impegnativi.

Nella gara del Tuscolo del 6 aprile il percorso prevedeva alcuni passaggi in zone complesse dal punto di vista orientistico, ma le difficoltà sono state superate e la gara è stata completata da Francesco in 28’19”, meglio di Lorenzo Corazza (31’43”) e di Michele Cipollini (36’25”), entrambi del CCR.

Anche a Gattaceca, il 13 aprile, ci sono stati passaggi impegnativi in zone caratterizzate da vegetazione insidiosa, con la variante che un paio di punti erano posizionati in zone di difficile attacco, per cui i tempi di gara si sono dilatati ma … niente paura, Francesco ha concluso anche stavolta al 1° posto in 42’13”, seguito da Matteo Lucarelli (54’57”) e Michele Cipollini (55’53”).

In definitiva, un ottimo esordio da agonista per Francesco, che ottiene anche un bel bottino di punti di Lista Base; infatti facendo la media dei cinque migliori risultati fin qui ottenuti, si colloca ad oltre 23 punti, e siamo solo ad aprile!

Allenamenti nel bolognese

Nello scorso weekend, una “delegazione” romana composta da Daniele e 4 ciccierrini (Stefano, Michele, Andreina, Tommaso) hanno fatto visita al “distaccamento” bolognese dell’Orsa Maggiore, Arianna, per una due giorni serrata e divertente di allenamenti e… goliardia!

Partenza venerdì sera con arrivo a Bologna quasi a mezzanotte e… spaghettata alle 2 di notte!

Sabato, all’alba di mezzogiorno e sotto la canicola, allenamento middle one-man-relay con Stefano posatore al Parco della Chiusa. Nella serata, doppio allenamento sprint (quartiere tra il centro e San Lazzaro) che si rivela un po’ più lungo delle aspettative (frazione corta di 3,5km, lunga di 6km scarsi), con la prestigiosa compagnia di Emiliano Corona della Forestale accompagnato dalla moglie Sara (appena rientrati dal mare).

Sabato sera ci si gode movida e “passion” alla bolognese con Arianna a fare da cicerone… e sono di nuovo le 3!

Domenica mattina sveglia di buon’ora e partenza, sempre con Emiliano, verso Monghidoro invasa dalle auto da rally, con conseguente rinuncia all’allenamento sprint e salita verso l’Alpe a pochi chilometri di distanza per un ultimo allenamento middle/long sulla carta che fu già “assaggiata” con glassatura di neve in una prova di Coppa Italia nel 2010 🙂

Grazie ad Arianna per il supporto logistico, alle società Polisportiva Masi e CUS Bologna per la concessione delle carte, a Stefano per aver curato gli allenamenti… e a tutti gli altri per la compagnia!

23/06/2013 – Cinque Confini – 5a prova Trofeo Italia Centrale

Domenica di caldo, sole e… salite! Daniele, Giuliano e la famiglia Mariani al gran completo hanno preso parte all’ultima prova regionale prima della pausa estiva, disputata ai piedi del Terminillo, sulla carta Acerone / Cinque Confini (provincia di Rieti).

Nella stessa location dello “storico” bronzo (Avvisati-Guardini-Pfister) in Open ai Campionati Italiani staffetta 2002, i nostri sapevano bene di trovare una gara molto impegnativa fisicamente, al di là della distanza middle, dati i vincoli che il terreno di gara impone al tracciatore: impossibile evitare tratte in costa e in salita con pendenze spesso molto accentuate.

Antonio, messa da parte la delusione per il podio negato da un punto errato nella sprint di San Gregorio due settimane prima, già a Fai della Paganella aveva lanciato la sfida in MA, conscio di poter dire la sua su un terreno di gara di questo tipo. Per lo stesso motivo, il sottoscritto sapeva che sarebbe servita una gara senza errori per poter ambire a una posizione di rilievo, indispensabile per tenere vive le speranze nella classifica generale del Trofeo Italia Centrale.

Beh, se le aspettative di Antonio si concretizzano (complimenti a lui!), le mie decisamente meno… ed è un peccato scoprire dagli split times che ero partito molto bene (addirittura in testa al primo punto!) per poi rovinare tutto già al quarto punto e poi di nuovo all’ottavo (che era di fatto nuovamente il quarto!) e al decimo. Insomma 4′ di errore in tutto senza i quali avrei forse agganciato il podio (si sa, con i se e i ma…) però è chiaro che senza preparazione fisica, in una gara fisica e veloce come questa, difficilmente si riesce a fare un buon risultato (impietoso il confronto dei tempi con Michele… 35 minuti contro 48!). Beh, per chi volesse dare un’occhiata al mio percorso, è caricato sul DOMA Orsa Maggiore.

Insomma, a parte il quinto posto del sottoscritto, per il resto ci sono quattro podi (le foto sono su Facebook), che fruttano ben 45 punti per il Campionato Regionale Società (secondi pari merito dietro l’irraggiungibile C.C.R.): Francesco, anche se solo, in M12 segna un tempo che difficilmente sarebbe stato battuto e dopo la gara prova anche il percorso MC; Leonardo sale ancora sul terzo gradino del podio nella M40 come a San Gregorio; Giuliano, inizialmente iscritto in MC, raccoglie l’eredità di Luca in MB centrando anche lui il terzo posto.

“Eroe” di giornata Antonio, che riesce nella sua impresa e porta a casa il primo podio regionale (3° posto) in MA! E La parola passa a lui…

La gara si correva su un terreno fin troppo scorrevole dove una buona velocità di base poteva fare la differenza anche perché la zona dei Cinque Confini è ben conosciuta. Ho cercato fin dall’inizio di correre e forte ma devo ammettere che ciò mi ha impedito di rimanere sempre in direzione commettendo qualche piccola imprecisione in zona punto. L’unico errore importante che ho commesso è stato alla 5 dove ho perso circa 1 minuto e forse questo mi ha precluso il 2° posto finale. Il percorso mi è piaciuto molto perché alternava tratte lunghe a tratte molto brevi e numerosi cambi di direzione e inoltre devo ringraziare il tracciatore per aver inserito tratte di sola e implacabile salita ad esempio la 5-6 e soprattutto la 11-12 dove ho potuto dare tutto quello che avevo, non senza però pagarne le conseguenze all’arrivo. Per ciò che riguarda Francesco e la M-12, il percorso era all’altezza e non troppo semplice, ma lui ha comunque fatto una gara impeccabile: penso che avrebbe vinto indipendentemente dalla presenza dei suoi avversari. L’unica recriminazione riguardo al tracciato è la lunghezza limitata della sua categoria.