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Chiusura del circuito Ori-Scuola

Dopo ben tre rinvii, finalmente stamattina si è disputata a Villa Borghese la terza e ultima prova del Circuito Ori-Scuola 2018/19: il Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca si aggiudica la vittoria nella classifica d’Istituto, mentre Cindy IzogieMirko NazioSimone Menghini vincono la classifica individuale, rispettivamente, nelle categorie Allieve, Allievi e Juniores M.

Per gli organizzatori si è trattata di una corsa contro gli imprevisti, questa prova finale: dopo i rinvii per maltempo del 13 e 18 dicembre e lo sciopero del trasporto pubblico di giovedì scorso 17 gennaio, la pioggia quest’oggi l’ha fatta da padrona nella prima mattinata, nelle fasi di allestimento. Per fortuna, durante lo svolgimento della prova, la pioggia ha cessato di scendere e sia i concorrenti che i giudici hanno dovuto solo resistere al freddo e all’umidità. I ragazzi del Liceo Amaldi, unici partecipanti a non farsi intimorire dalle condizioni avverse grazie anche al supporto della professoressa accompagnatrice Roberta Cinto, hanno avuto gioco facile nell’impossessarsi della vittoria finale sia nelle classifiche individuali che di squadra.

Il Circuito Ori-Scuola, disputato in tre prove a Tor Tre Teste, Caffarella e Villa Borghese, è stato organizzato dall’A.S.D. Orsa Maggiore (coordinamento di Daniele Guardini e Luca Elisei), il contributo della Delegazione FISO Lazio e la partnership di Decathlon Appio (con doveroso ringraziamento allo store manager Emanuele Vagni per l’interesse e la disponibilità), che ha messo a disposizione alcuni kit didattici di orienteering distribuiti alle scuole partecipanti e il premio per l’Istituto primo classificato. Vissute come occasione per un primo approccio all’orienteering o per la preparazione e rifinitura in vista dei Campionati Studenteschi, sono stati 6 gli Istituti d’istruzione secondaria (4 di primo grado e 2 di secondo grado) e uno di scuola primaria a prendere parte alle attività del Circuito.

I ragazzi che hanno vinto la classifica individuale di categoria riceveranno inoltre in premio, su iniziativa dell’A.S.D. Orsa Maggiore, il tesseramento non agonistico alla FISO e la partecipazione a 4 eventi di orienteering a scelta nel 2019. Per i secondi e terzi classificati, invece, oltre al tesseramento FISO, la partecipazione a una gara di orienteering a propria scelta.

Ecco dunque i primi tre classificati nella classifica individuale, con l’augurio di vederli presto nella classifiche di una gara ufficiale della FISO, e d’Istituto:

Cat. ALLIEVE
1. 41 IZOGIE Cindy – IIS E. Amaldi
2. 38 PINNA Raffaella – IIS E. Amaldi
3. 20 LI Jianen – IIS Confalonieri / De Chirico
=. 20 REPPUCCI Martina – LLS Levi Civita

Cat. ALLIEVI
1. 40 NAZIO Mirko – IIS E. Amaldi
2. 35 VALENTE Giovanni – IIS E. Amaldi
3. 34 CASTELLI Flavio – IIS E. Amaldi

Cat. JUNIORES M
1. 20 MENGHINI Simone – IIS F. Caffè
2. 17 PATRASCU Dragos – IIS F. Caffè
3. 14 LAPICUS Ottavian – IIS F. Caffè

Istituti Superiori
1. 205 IIS E. Amaldi
2. 102 IIS F. Caffè
3.    72 IIS Confalonieri / De Chirico

Download: classifiche generali

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13 ottobre 2018 – Coppa Italia Temp-O

Vai alla scheda della gara: http://asdorsamaggiore.it/coppa-italia-temp-o-13-10-18/

Sabato 13 ottobre organizzeremo nel quartiere della Garbatella la 6a prova di Coppa Italia di Trail-O, nella specialità del Temp-O.

Per l’ASD Orsa Maggiore si tratta della terza prova nazionale mai organizzata in questa disciplina, dopo i precedenti del 2010 a Tor Tre Teste e del 2011 al Parco della Caffarella, e la prima assoluta nella specialità del Temp-O in cui i concorrenti saranno impegnati esclusivamente su piazzole a tempo.

I quesiti saranno affidati a una coppia tracciatore/controllore di livello internazionale: Remo Madella e Valerio Pfister. Direzione di gara affidata a Daniele Guardini. Ulteriori info sull’evento saranno pubblicate dopo l’estate.

La manifestazione si svolgerà nel pomeriggio, dopo il prologo sprint della Roma City Race 2018, che vedrà concorrenti di tutto il mondo affrontarsi in una gara di Corsa Orientamento tra i lotti della Garbatella, con il clou dell’evento nel centro storico di Roma l’indomani, domenica 14 ottobre. Per ulteriori news sull’evento, il sito di riferimento è http://romacityrace.eu.

Con un programma che ricorda molto le prime due edizioni del Rome Orienteering Meeting (MMX e MMXI), quello del weekend 13/14 ottobre si preannuncia come uno dei più interessanti dell’anno per provare l’Orienteering nelle sue varianti più interessanti.

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3 giorni in Puglia: una trasferta d’oro!

Foto da pagina Facebook OrienteeringinPuglia

Erano ben 18 anni che un atleta dell’ASD Orsa Maggiore non vinceva un titolo italiano di categoria. Fu un Francesco (Avvisati) a vincere l’ultimo ad Abbadia San Salvatore nel 2000 (in H18 nella lunga distanza, che oggi sarebbe un’ultra long), è di nuovo un Francesco (Mariani) a conquistare l’oro nella sprint di Martina Franca in M20. Il salto nella categoria maggiore non è sembrato essere un problema per il nostro giovane campione, che in questa stagione è veramente “sbocciato” e ha finalmente ottenuto, dopo diverse vittorie nelle prove di Coppa Italia e Sprint Race Tour, un successo (quasi due) in una gara che assegna il titolo di Campione Italiano (che nella categoria non agonistica M12, aveva già vinto due volte).

Ma lasciamo la parola a lui, per descrivere le emozioni dell’ultima trasferta nazionale…

Torno da un weekend di gare in Puglia che mi ha lasciato veramente tante soddisfazioni, ma anche qualche piccolo (grande) rammarico.

Partiamo con ordine. Sono sceso in Sud Italia già il lunedì della settimana dei campionati italiani, subito dopo il Trofeo delle Regioni (nel quale ho ottenuto un secondo posto individuale), per svolgere un training camp di 4 giorni in ottima compagnia, organizzato da Emiliano Corona. Le carte molto tecniche e diverse da quelle che siamo abituati ad affrontare usualmente mi hanno aiutato a proiettarmi con la testa ai campionati italiani.

Il giorno precedente al campionato italiano sprint ho partecipato a una gara regionale sprint a Crispiano, che ho sfruttato come test per il giorno dopo. Le gambe giravano bene e in generale le sensazioni erano buone, anche se devo recriminare su un errore di distrazione nel finale; ciononostante ho concluso in seconda posizione nella categoria Elite. Ero pronto per il grande giorno.

Ed eccoci arrivati a Martina Franca, sede del campionato italiano sprint. La gara si sarebbe svolta nelle ore centrali della giornata, che in Puglia e d’estate si traducono in temperature alte; ma io non ero intimorito da questo, poiché mi ero allenato costantemente per tutto il mese di agosto e in più avevo studiato dettagliatamente la carta di gara nei giorni precedenti. Sapevo già quanto sarebbe stato intricato questo centro storico, infatti, dopo un breve tratto per arrivare al punto K, mi sono trovato immediatamente immerso in un coacervo di viuzze irregolari, bivi e piazzette. Era importante essere già molto concentrati prima della partenza dato che per la maggior parte della gara ho dovuto tenere la testa attaccata alla cartina per sapere sempre il punto nel quale mi trovavo: un attimo di distrazione sarebbe bastato per mettermi fuori dai giochi. Non sono convinto al 100% di tutte le mie scelte, ma sono soddisfatto della determinazione con la quale ho affrontato ognuna di esse e sono anche contento di essere riuscito ad anticiparne alcune, permettendomi di non perdere il ritmo di gara. Tutto questo, con mia grande felicità, mi ha portato alla conquista del mio primo titolo italiano da agonista nella categoria M20.

Una gara completamente diversa si preannunciava, invece, il giorno seguente: al Parco delle Querce di Crispiano si sarebbe assegnato il titolo italiano nella specialità long. Dopo l’exploit nella gara sprint, mi sentivo pronto per bissare il successo, anche se sapevo che sarebbe stato molto difficile. Mi aspettavano 8,6km in linea d’aria con 185m di dislivello in mezzo agli arbusti della macchia mediterranea da tirare al limite. Sono partito bene i primi 3 punti, al quarto ho commesso un errore di un minuto, tuttavia sono riuscito a riprendere un temibile avversario, Alberto Bazan, che mi partiva 2 minuti davanti, ricevendo un’iniezione di fiducia che mi serviva proprio dopo l’errore. Al quinto punto, però, invece che concentrarmi su di esso, ho preferito portare l’attenzione sulla tratta lunga che mi sarebbe aspettata subito dopo e farmi semplicemente traghettare dal rivale, perdendo così 2 minuti in zona punto. I punti seguenti li abbiamo affrontati molto determinati in “trenino” fino alla decima lanterna, dove sono riuscito a staccare il mio compagno di avventure e mi sono diretto da solo verso l’arrivo. Tutto è proseguito liscio fino al punto 14, il penultimo, dove in seguito ho scoperto di essere primo con 3 minuti di vantaggio. È proprio qui che è avvenuto il misfatto: la tratta verso la 100 prevedeva una scelta facile passando per sentieri e prati e due più difficili in mezzo alla macchia, ma più corte; io, non sapendo la mia posizione virtuale in classifica, mi sono preso un grosso rischio e ho cercato di tagliare, ma, probabilmente per l’affaticamento, ho sbagliato direzione, perdendo la leadership per soli 35 secondi nei confronti del veneto Mattia Scopel, al quale faccio i miei più sinceri complimenti per la vittoria.

Si è chiusa così, con un appagante oro e un agrodolce argento, questa mia trasferta in Puglia, di sicuro una delle migliori. Ed ora aspetto una nuova convocazione con la maglia della nazionale in Svizzera per i JEC di inizio ottobre…

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Raduno giovanile in Val Rendena, parola a Francesco

Ha mancato per un soffio (anzi, per un secondo) la convocazione ai Campionati Europei Giovanili in Bulgaria, ma non si è scoraggiato ed ha sfruttato un’occasione unica per crescere tecnicamente e vivere lo sport dei boschi in scenari veramente unici: ecco come il nostro Francesco Mariani ha vissuto l’esperienza del raduno giovanile in Val Rendena, organizzato durante la 5 giorni d’Italia disputatasi la scorsa settimana.

A fine giugno sono stato protagonista di un evento internazionale, la 5 Giorni d’Italia tenutasi a Madonna di Campiglio nello scenario trentino della Val Rendena. Non era l’evento internazionale a cui puntavo, dato che nello stesso periodo speravo di ottenere un posto per gli EYOC in Bulgaria, però, quanto ai paesaggi spettacolari e al clima festoso, è stato impareggiabile. Già, perché la presenza di più di 1700 orientisti si faceva sentire e contribuiva a rendere l’atmosfera sempre più vivace.

Io sono stato convocato tra i rappresentanti del Progetto Regioni, diretto dal tecnico Emiliano Corona, e devo dire che l’esperimento di aver radunato insieme 24 ragazzi provenienti da diverse zone d’Italia ha funzionato; infatti mi sono trovato in buona sintonia con loro e ho sfruttato l’occasione per fare nuove amicizie e conoscere altri ragazzi con la mia stessa passione per l’orienteering. Poi, con il supporto di Corona e altri due tecnici, cioè Alvise Rumor e Dario Bertolini (perugino come me), siamo riusciti a organizzare analisi tecniche approfondite sulle gare affrontate e i nostri errori commessi con in più qualche approfondimento teorico sulla preparazione fisica.

Per quanto riguarda i risultati delle gare, miravo a qualcosa di più: troppi errori hanno compromesso l’esito finale. Analizzando tappa per tappa, la prima si svolge nel centro abitato di Madonna di Campiglio; devo ammettere che non ho commesso nessun errore rilevante, tuttavia un mal di pancia fastidioso che mi ha accompagnato per tutta la prova mi relega in 5^ posizione e, guardando il distacco minimo dal primo (28”), me ne vado con un po’ di rammarico.

I successivi 3 giorni boschivi (o quasi) si svolgono nelle cornici di Area Grosté (seconda e terza tappa) e Passo Campo Carlo Magno (quarta tappa), leggermente più a valle. Le carte sono completamente nuove e presentano molte insidie. La seconda tappa è stata la peggiore per me: pronti, via e mi ritrovo già lanciato in una zona di terreno aperto dettagliatissima; seppur con qualche incertezza, ne esco. Attraversata la funivia, entro nella seconda parte: il terreno è più lineare ed è presente qualche albero in più, all’apparenza sembra più facile, ma è proprio qui che perdo 5’ in un solo punto per un calo di concentrazione. Arrivo al traguardo 13° a 10’ dal primo, la voglia di rivalsa è tanta.

Il giorno dopo si gareggia in una parte di carta contigua alla precedente, dalla conformazione simile. Parto bene, la gara scorre fluida, infatti a un certo punto mi trovo in seconda posizione parziale, ma ecco che un errore in zona punto mi costa ben 4’; amareggiato continuo con altre incertezze e mi ritrovo in 11^ posizione accumulando 5’ di ritardo dal primo.

La quarta tappa si svolge finalmente in un classico bosco alpino, quindi con alta visibilità, percorribilità discreta e tanta costa. La prova non è stata pulita ma almeno non ho commesso gravi errori come nei giorni precedenti, quindi arriva un 7° posto a 4’ dal primo.

Lasciata la natura selvaggia, si torna in paese per la quinta ed ultima tappa tra Carisolo e Pinzolo. In programma c’è una “spriddle” di 5 km fatta per testare le ultime energie residue dopo gli sforzi compiuti anche oltre i 2000m s.l.m. Si parte a Carisolo, ma il tracciatore ci manda subito nel castagneto vicino, dove lascio 40”, per poi proseguire con infinite tratte di trasferimento di corsa pura verso l’abitato di Pinzolo, finendo con una parte più tecnica tra le vie del paesotto. Termino così esausto la 5 Giorni, bissando il 5° posto del primo giorno e con una classifica generale che mi vede in 8^ posizione. Pur figurando come primo tra gli italiani, scorgo molte bandiere svedesi davanti a me. Ciò non mi sconforta ma, al contrario, mi dà la consapevolezza di poter migliorare ancora.

In generale posso affermare di essermi divertito in questo raduno e di aver trovato luoghi che, oltre alla loro bellezza naturale, mi hanno offerto una grande possibilità di affinare la tecnica per gli impegni futuri.