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4-5 novembre 2017 – Bologna Orienteering Summit

Ultimo weekend di impegni nazionali della stagione agonistica 2017, il doppio appuntamento sprint di Bologna ha visto schierata al via l’ASD Orsa Maggiore praticamente al completo, divisa tra le categorie master, le assolute e quelle giovanili. Il programma prevedeva una prima prova sprint nel quartiere Navile a nord di Bologna il sabato pomeriggio, valida sia per il circuito Sprint Race Tour che come prova finale di Coppa Italia, mentre domenica mattina, nell’arena di Piazza Maggiore si è disputata la finale dello Sprint Race Tour nel centro storico del capoluogo emiliano.

Gli occhi di tutti noi (e non solo) erano puntati su Francesco, che si giocava la vittoria nella categoria M16 sia nella classifica generale di Coppa Italia che in quella dello Sprint Race Tour. Nella gara sprint del quartiere Navile gli sarebbe bastato un risultato minimo per ottenere i punti necessari, ma è riuscito a fare molto di più, arrivando 3° ad appena 1″ dalla seconda piazza e a circa 20″ dalla vittoria: tutto sommato un risultato che conferma la costanza del suo rendimento lungo tutta la stagione, coronata dalla vittoria finale nel circuito di Coppa Italia.

Al Navile era importante correre molto, molto forte , quasi come le auto che sfrecciavano sull’autostrada che divide la carta in 2 ed in effetti la gara Elite è stata tiratissima: per Antonio, terminate le gare di MTB-O e rimesse le scarpe da running ai piedi è arrivato un buon 24° posto assoluto e 18° tra gli italiani nel gruppone che vedeva più di dieci atleti racchiusi in 30″; con una scelta di percorso più oculata alla 14 il risultato sarebbe stato migliore. Infine Leonardo ha concluso una gara pulita in 14a posizione in M55. I commenti relativi alla gara sono stati simili: per Francesco è stata stancante perché non c’era un attimo di respiro, Antonio avrebbe preferito una gara con più dislivello ( ma purtroppo Bologna è stata costruita in pianura) o quantomeno con un tracciato più contorto.

Alla gara di domenica nel centro storico di Bologna era presente anche Filippo, il più giovane e primo a partire della famiglia Mariani, che in M12 è arrivato 21°, ma non è stato del tutto soddisfatto della sua gara. Sia Francesco che Antonio hanno fatto i conti con il diluvio che si è abbattuto sulla città: Francesco rispetto a sabato si è addirittura migliorato ottenendo il 2° posto sia nella gara che nella classifica finale di Sprint Race Tour dietro al “solito” Damiano Bettega (tra i due una rivalità/amicizia che ci ricorda molto quella tra Francesco Avvisati ed Emiliano Corona negli anni ’90, viste anche le due società di provenienza, l’Orsa Maggiore da una parte e il Gruppo Sportivo Pavione dall’altra).

Anche Antonio è riuscito a limare 3 posizioni rispetto al giorno prima, ottenendo un 15° posto tra gli italiani. I percorsi sono stati leggermente più interessanti rispetto al giorno precedente con la gara resa più frizzante dal fondo bagnato e viscido (non sono mancate le cadute, nemmeno per i “nostri”): oltre a guardare la carta era importante guardare dove mettere i piedi. Leonardo, infine, forse stanco dalle ore passate al volante ha commesso un errore di circa 50″ chiudendo la sua gara (fortunatamente asciutta) in 22a posizione.

Quanto ai “nuovi” master in società, prestazioni da medio bassa classifica in entrambe le gare per Daniele, Luca, Giuliano (M35) e Arianna (W35), con un doveroso ringraziamento a quest’ultima che ha generosamente e pazientemente ospitato tutta la “delegazione romana” a casa propria, incluse le sorelle Brandi dei “cugini” del CC Roma, impegnate nella WElite.

Ultimo weekend nazionale della stagione, dunque, e tempo di bilanci per l’Associazione, che grazie agli exploit di Francesco e al rientro alle gare di Antonio ha vissuto una delle stagioni più positive della sua storia, cui probabilmente è mancato solo l’acuto di un titolo nazionale per la consacrazione definitiva, sebbene anche il 7° posto nella staffetta MElite agli ultimi Campionati Italiani sia stato un risultato sorprendentemente positivo e prestigioso.

Il bottino di punti nel Campionato Italiano di Società di Corsa Orientamento (307, il più alto di sempre) porta l’Orsa Maggiore al 29° posto nella graduatoria nazionale generale (seconda società nel centro-sud Italia, a 30 punti dall’IK Prato), con il 21° posto nella classifica giovanile e il 24° in quella assoluta. Da non dimenticare anche l’8° posto generale nell’omologa classifica generale di MTB-Orientamento, con addirittura il 5° posto tra gli assoluti: anche in questa disciplina un risultato eccezionale e buon viatico per la stagione 2018 ormai alle porte, che vedrà l’impegnativo passaggio in M18 per Francesco.

(scritto a quattro mani da Antonio Mariani e Daniele Guardini)

Foto di gruppo prima del via!
“Caduta e ripresa” per Francesco sull’ultimo punto in Piazza Maggiore (foto Davide De Nardis)
Sprint finale per il 2° posto (foto Davide De Nardis)
Premiazioni finali di Coppa Italia cat.M16 (foto Mariano Maistrello)
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EYOC 2017 – Francesco alla rassegna europea giovanile

Con i Campionati Mondiali di Corsa Orientamento Assoluti (WOC) e Giovanili (JWOC) appena conclusi in Estonia e Finlandia, quelli di Trail-O appena iniziati in Lituania, la stagione orientistica internazionale ha vissuto il suo momento più “caldo” nell’area baltica. Ma anche nel cuore dell’Europa, in Slovacchia, si è tenuto tra fine giugno e inizio luglio un evento di particolare rilievo per fare conoscenza dei top-orienteers di domani: i Campionati Europei Youth (EYOC), riservati agli under 18 e under 16.

Abbiamo la fortuna di avere in squadra uno dei ragazzi che ha ricevuto la convocazione in M16 agli EYOC da parte del selezionatore delle squadre giovanili Corrado Arduini ed ecco quindi un resoconto dell’esperienza del nostro Francesco Mariani, augurandogli che sia solo il primo di una lunga serie!

A fine maggio, dopo aver gareggiato nelle prove di Coppa Italia della prima metà della stagione, con mia grande emozione sono riuscito ad ottenere la convocazione nella categoria M16 per gli “European Youth Orienteering Championships” (EYOC) 2017 che si sono tenuti in Slovacchia dal 28 giugno al 2 luglio; ed ora che sono a casa posso raccontare a caldo questa importante esperienza.
I due model event in città e nel bosco del giorno precedente alle manifestazioni mi hanno fin da subito proiettato sui terreni che avrei potuto incontrare in gara. Ho capito che erano entrambi terreni molto fisici, in cui bisognava saper dosare le forze e utilizzare la testa. Con tutte le precauzioni dateci dai nostri tecnici accompagnatori, sono andato a dormire un po’ teso ma allo stesso tempo orgoglioso di essere lì, sapendo che il giorno dopo avrei debuttato in una competizione nella quale dovevo giocarmela con i più forti al mondo.
Siamo dunque arrivati al giorno tanto atteso della prova sprint, svoltasi nella ridente cittadina slovacca di Banská Štiavnica. Mi aspettava una gara allo stremo di 2,5 km con addirittura 145 m di dislivello. In carta prevale il verde oliva del terreno privato e infatti le strade non sono molte, e nemmeno troppo intricate, ma quello che inganna è la loro irregolarità. Il tempo dei vincitori era stimato a 12 minuti ma gli organizzatori si sono spinti un po’ oltre e alla fine solo uno è riuscito a scendere sotto i 13 minuti. Per quanto riguarda la mia prestazione non è andata come speravo: ho chiuso in 66^ posizione in 16’03”. La prima parte, fino al punto spettacolo, prevedeva la discesa verso il centro della città; qui ho commesso quasi subito un errore da 30 secondi, succeduto da un’incertezza e persino una caduta, nella quale ho perso tempo e concentrazione. Nella seconda erano previste strade molto scoscese, alcune delle quali rese ancora più insidiose dalle scale. Era qui che si testava la resistenza sia fisica che mentale di un’atleta, test non superato da me che, oltre a non avere le forze in salita, ho commesso un banalissimo errore di 40 secondi proprio dopo la zona più ripida dettato dalla fatica che mi aveva fatto perdere concentrazione. Sono così arrivato abbastanza deluso ai piedi del castello della città (dove era posto il finish) desideroso più che mai di migliorarmi l’indomani.
Eccomi quindi alla partenza della gara long ad Ovest di Banská Bystrica. Stavolta i tempi dei vincitori erano stimati intorno ai 45 minuti in un percorso di 5,3 km con un dislivello pesantissimo di 355 m. Il bosco aveva una vegetazione mista, le zone di bosco bianco dalla visibilità ottima si alternavano in modo equivalente a quelle di bosco verde; le zone di verde 1 non erano molto scomode, a differenza delle zone disboscate aperte grezze piene di sottobosco e rami a terra. Io mi sono classificato 50° con il tempo di 59:34, ma, a differenza della gara sprint, non ho grossi rimpianti; ho fatto una gara pulita, ho gestito bene le tratte lunghe e sono contento delle mie scelte (ne ho sbagliata solo una), anche se per tre volte ho avuto difficoltà in zona punto. Come prevedibile ho patito molto i frequenti tratti di salita ripida nei quali era impossibile correre, ma non ho mollato e sono sempre riuscito a spingere. Così, dopo uno sprint tirato al massimo, ho concluso anche la seconda giornata di gare.
Il terzo giorno era quello della staffetta, nella quale la mia presenza non era assicurata, considerando che i posti erano tre e noi eravamo in cinque, ma alla fine mi hanno schierato come terzo staffettista. Il luogo di gara era il medesimo del giorno prima e io ero carico anche se sentivo che ancora non avevo smaltito la stanchezza della long. La gara era cominciata e come primo frazionista presentavamo il più forte in squadra, una garanzia pensavamo, e invece è successo quello che noi speravamo non succedesse, ovvero che lui tardava ad arrivare. Io e l’altro mio compagno eravamo sempre più turbati. Quando ha tagliato il traguardo era scuro in volto e molto deluso. Si è scusato con noi ma è riuscito comunque a darmi qualche consiglio sulla gara. Passava il tempo e neanche il secondo frazionista si faceva vedere. Solo dopo l’arrivo dei vincitori è riuscito a darmi il cambio. Mi aspettava l’ennesima faticata da 3,7 km e 235 m di dislivello e non mi stavo presentando con la giusta concentrazione, ormai demoralizzato dalle prestazioni dei miei compagni di staffetta. Tutto ciò si è poi ripercosso sui primi due punti in cui ho perso in tutto circa tre minuti; quando sembrava che mi stessi riprendendo, ho commesso un errore di ben sette minuti a metà gara. Ho concluso una gara insoddisfacente sulla falsa riga dei miei compagni, finendo nella parte bassa della classifica in 19^ posizione.
In conclusione, archiviando i risultati, ho passato un’entusiasmante settimana insieme ai miei compagni di nazionale (ovviamente tutti del Nord Italia) con i quali ho riso e scherzato in abbondanza, portandomi a casa un’esperienza significativa che mi ha formato anche sul piano tecnico.
Ed ora, dopo un meritato riposo, si potrebbe fare un pensierino agli EYOC 2018…

EYOC 2017 finale Sprint M16
EYOC 2017 finale Long M16
EYOC 2017 staffetta M16
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Una 3 giorni di Pasqua down-under

Dopo aver partecipato all’evento più importante da quando mi sono trasferito a Sydney, credo valga la pena di dedicargli qualche approfondimento.

A quanto pare la 3 giorni di Pasqua è una manifestazione abbastanza sentita dagli orientisti locali, tanto che il numero di partecipanti quest’anno era vicino agli 800, con qualche presenza anche dai paesi limitrofi, tipo Hong Kong e Nuova Caledonia. Oltretutto il primo giorno prevedeva, per gli Elite, una gara middle valida come WRE. Location designata, la Clandulla State Forest, circa 200/250 km a nord-ovest di Sydney, appena oltre le Blue Mountains.

I “giochi” sono iniziati venerdì 18 aprile con un prologo sprint per le categorie M/W21E (per le quali, di fatto, si trattava di una 4 giorni) e a seguire una gara promozionale pubblica sugli stessi tracciati. Negli altri tre giorni, invece, si è corso su distanze middle e long, sebbene la mia categoria (M21A) prevedeva tre gare più o meno della stessa lunghezza, diciamo long ma neanche troppo.

Il terreno di gara del primo e terzo giorno era abbastanza simile, tipico bush australiano (più “pulito” e veloce del solito, comunque) con lunghi e ripidi valloni rocciosi a rendere lo sforzo ancora più fisico, richiedendo qualche scalata di paretine rocciose. Nel secondo giorno, fatta salva la prima parte, il terreno era invece decisamente più piatto, con movimenti del terreno meno accentuati e una rete di sentieri più densa.

L’organizzazione, a carico della Federazione del New South Wales (Orienteering NSW), ha gestito l’evento con standard elevati per i partecipanti: ampie e spettacolari le 3 arene di gara, dotate di tutti i servizi necessari (ristoro, bagni, possibilità di acquisto pranzo, bibite e dolci), servizio di risultati gestito tramite il sistema O-Lynx su 6 schermi LCD (stile Oringen, più uno aggiuntivo con ripresa dal vivo del corridoio d’arrivo), risultati live su internet e pubblicazione degli split su WinSplits poche ore dopo la conclusione della gara.

Quanto a me, ho faticato un po’ il primo giorno con qualche errore di troppo che non mi ha lasciato molto soddisfatto, ma negli altri due giorni sono riuscito a tirare fuori due gare molto pulite e fisicamente “gagliarde” con solo qualche piccola (accettabile) sbavatura. Il terzo giorno ho corso con un po’ di dolore al ginocchio sinistro dall’inizio alla fine, ma ciò fortunatamente non ha inciso sul risultato finale.

Le carte di gara con il mio percorso sono pubblicate tutte sul DOMA Orsa Maggiore>:
Carwell’s Labyrinth > day 1
Prosser’s Reef > day 2
Cherry Farm > day 3

Parlando del risultato, premesso che visto lo stato di forma la partecipazione in Elite sarebbe stata forse possibile (nonostante un secondo giorno da 14 e più km più 400m di dislivello) e che la concorrenza in M21A è stata a dir poco esigua (solo 4 partecipanti hanno disputato tutte e tre le gare), arrivare al primo posto tre volte su tre è stato abbastanza soddisfacente, soprattutto il secondo e terzo giorno in cui ho disputato gare quasi perfette. Insomma, come souvenir dell’Orienteering Australiano, potrò portarmi a casa una medaglia, il che non guasta 🙂

E magari sabato prossimo proverò il percorso Elite ai campionati long del NSW…

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Primi podi da agonista per Francesco in M14

Nella prova del Trofeo Nazionale Centri Storici di Clusone (BG) del 29 marzo Francesco ha conseguito un bel 3° posto nella Cat. M-14, alle spalle di Pietro Palumbo (Orienteering Crea Rossa) e dopo un testa a testa con Gabriele Bonora del CUS Bologna. L’M-14, come tutti i tracciati, vedeva i concorrenti impegnati in una prima parte di percorso nel centro storico vero e proprio, mente la seconda parte ha interessato la zona nuova residenziale, che ha trasformato la gara in una manifestazione podistica.

Il giorno successivo c’è stato il battesimo del bosco per Francesco, nella pineta di Clusone: il percorso era di livello tecnico adeguato, e il risultato è stato ancora un podio, alle spalle del solito Pietro Palumbo e di Damiano Bettega (G. S. Pavione).

Le successive due gare Francesco le ha disputate nel Trofeo Italia Centrale; qui la categoria è la M-16, in quanto la M-14 non è istituita, per cui i percorsi sono stati tecnicamente più impegnativi.

Nella gara del Tuscolo del 6 aprile il percorso prevedeva alcuni passaggi in zone complesse dal punto di vista orientistico, ma le difficoltà sono state superate e la gara è stata completata da Francesco in 28’19”, meglio di Lorenzo Corazza (31’43”) e di Michele Cipollini (36’25”), entrambi del CCR.

Anche a Gattaceca, il 13 aprile, ci sono stati passaggi impegnativi in zone caratterizzate da vegetazione insidiosa, con la variante che un paio di punti erano posizionati in zone di difficile attacco, per cui i tempi di gara si sono dilatati ma … niente paura, Francesco ha concluso anche stavolta al 1° posto in 42’13”, seguito da Matteo Lucarelli (54’57”) e Michele Cipollini (55’53”).

In definitiva, un ottimo esordio da agonista per Francesco, che ottiene anche un bel bottino di punti di Lista Base; infatti facendo la media dei cinque migliori risultati fin qui ottenuti, si colloca ad oltre 23 punti, e siamo solo ad aprile!

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Allenamenti nel bolognese

Nello scorso weekend, una “delegazione” romana composta da Daniele e 4 ciccierrini (Stefano, Michele, Andreina, Tommaso) hanno fatto visita al “distaccamento” bolognese dell’Orsa Maggiore, Arianna, per una due giorni serrata e divertente di allenamenti e… goliardia!

Partenza venerdì sera con arrivo a Bologna quasi a mezzanotte e… spaghettata alle 2 di notte!

Sabato, all’alba di mezzogiorno e sotto la canicola, allenamento middle one-man-relay con Stefano posatore al Parco della Chiusa. Nella serata, doppio allenamento sprint (quartiere tra il centro e San Lazzaro) che si rivela un po’ più lungo delle aspettative (frazione corta di 3,5km, lunga di 6km scarsi), con la prestigiosa compagnia di Emiliano Corona della Forestale accompagnato dalla moglie Sara (appena rientrati dal mare).

Sabato sera ci si gode movida e “passion” alla bolognese con Arianna a fare da cicerone… e sono di nuovo le 3!

Domenica mattina sveglia di buon’ora e partenza, sempre con Emiliano, verso Monghidoro invasa dalle auto da rally, con conseguente rinuncia all’allenamento sprint e salita verso l’Alpe a pochi chilometri di distanza per un ultimo allenamento middle/long sulla carta che fu già “assaggiata” con glassatura di neve in una prova di Coppa Italia nel 2010 🙂

Grazie ad Arianna per il supporto logistico, alle società Polisportiva Masi e CUS Bologna per la concessione delle carte, a Stefano per aver curato gli allenamenti… e a tutti gli altri per la compagnia!

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23/06/2013 – Cinque Confini – 5a prova Trofeo Italia Centrale

Domenica di caldo, sole e… salite! Daniele, Giuliano e la famiglia Mariani al gran completo hanno preso parte all’ultima prova regionale prima della pausa estiva, disputata ai piedi del Terminillo, sulla carta Acerone / Cinque Confini (provincia di Rieti).

Nella stessa location dello “storico” bronzo (Avvisati-Guardini-Pfister) in Open ai Campionati Italiani staffetta 2002, i nostri sapevano bene di trovare una gara molto impegnativa fisicamente, al di là della distanza middle, dati i vincoli che il terreno di gara impone al tracciatore: impossibile evitare tratte in costa e in salita con pendenze spesso molto accentuate.

Antonio, messa da parte la delusione per il podio negato da un punto errato nella sprint di San Gregorio due settimane prima, già a Fai della Paganella aveva lanciato la sfida in MA, conscio di poter dire la sua su un terreno di gara di questo tipo. Per lo stesso motivo, il sottoscritto sapeva che sarebbe servita una gara senza errori per poter ambire a una posizione di rilievo, indispensabile per tenere vive le speranze nella classifica generale del Trofeo Italia Centrale.

Beh, se le aspettative di Antonio si concretizzano (complimenti a lui!), le mie decisamente meno… ed è un peccato scoprire dagli split times che ero partito molto bene (addirittura in testa al primo punto!) per poi rovinare tutto già al quarto punto e poi di nuovo all’ottavo (che era di fatto nuovamente il quarto!) e al decimo. Insomma 4′ di errore in tutto senza i quali avrei forse agganciato il podio (si sa, con i se e i ma…) però è chiaro che senza preparazione fisica, in una gara fisica e veloce come questa, difficilmente si riesce a fare un buon risultato (impietoso il confronto dei tempi con Michele… 35 minuti contro 48!). Beh, per chi volesse dare un’occhiata al mio percorso, è caricato sul DOMA Orsa Maggiore.

Insomma, a parte il quinto posto del sottoscritto, per il resto ci sono quattro podi (le foto sono su Facebook), che fruttano ben 45 punti per il Campionato Regionale Società (secondi pari merito dietro l’irraggiungibile C.C.R.): Francesco, anche se solo, in M12 segna un tempo che difficilmente sarebbe stato battuto e dopo la gara prova anche il percorso MC; Leonardo sale ancora sul terzo gradino del podio nella M40 come a San Gregorio; Giuliano, inizialmente iscritto in MC, raccoglie l’eredità di Luca in MB centrando anche lui il terzo posto.

“Eroe” di giornata Antonio, che riesce nella sua impresa e porta a casa il primo podio regionale (3° posto) in MA! E La parola passa a lui…

La gara si correva su un terreno fin troppo scorrevole dove una buona velocità di base poteva fare la differenza anche perché la zona dei Cinque Confini è ben conosciuta. Ho cercato fin dall’inizio di correre e forte ma devo ammettere che ciò mi ha impedito di rimanere sempre in direzione commettendo qualche piccola imprecisione in zona punto. L’unico errore importante che ho commesso è stato alla 5 dove ho perso circa 1 minuto e forse questo mi ha precluso il 2° posto finale. Il percorso mi è piaciuto molto perché alternava tratte lunghe a tratte molto brevi e numerosi cambi di direzione e inoltre devo ringraziare il tracciatore per aver inserito tratte di sola e implacabile salita ad esempio la 5-6 e soprattutto la 11-12 dove ho potuto dare tutto quello che avevo, non senza però pagarne le conseguenze all’arrivo. Per ciò che riguarda Francesco e la M-12, il percorso era all’altezza e non troppo semplice, ma lui ha comunque fatto una gara impeccabile: penso che avrebbe vinto indipendentemente dalla presenza dei suoi avversari. L’unica recriminazione riguardo al tracciato è la lunghezza limitata della sua categoria.

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16/06/2013 – Fai della Paganella – 4a prova Coppa Italia

“Fausior”, il “falso signore”, questo è il nome della carta di gara, nonché toponimo della zona montana del Trentino, in cui si è disputata la quarta e penultima prova di Coppa Italia di questo 2013: nome alquanto azzeccato, in quanto, come ci ha anche spiegato il proprietario tutto Rock e Harley del nostro B&B, una volta dentro quel bosco, tutto sembra uguale e spesso si rimane ingannati da particolari che ti fanno pensare di essere in un posto quando invece sei in un altro.

L’Orienteering Mezzocorona fa una scelta coraggiosa nel portare un evento con tanti partecipanti (più di 500 al via) in una località così “scomoda” da raggiungere (circa 20′ di strada sterrata con tornanti vari e ridotte possibilità di parcheggio presso il ritrovo) e deve sicuramente ringraziare la splendida giornata di sole se le difficoltà si sono limitate a qualche foratura. Tuttavia, tutta la scomodità è pienamente ripagata dalla possibilità di correre in uno splendido bosco bianco, impegnativo fisicamente (per le pendenze elevate e per la presenza di rocce e rami a terra) e anche tecnicamente.

Se alla vigilia mi ero posto come obiettivo un posto tra i primi dieci, già dopo i punti del warm-up ho dubitato che avrei ottenuto una prestazione all’altezza delle aspettative: fiatone sulle salite, gambe legnosissime e fastidio per il caldo. Tuttavia sono riuscito a condurre una gara abbastanza regolare, senza errori gravi ma solo qualche incertezza che complessivamente non ha inciso per più di 5′ sul tempo finale intorno all’ora e mezza. Risultato: ottava posizione finale, a 12′ dal vincitore, con un distacco quindi anche più contenuto rispetto a Monte Livata in cui ero arrivato sesto… obiettivo raggiunto! La mappa con le scelte di percorso è pubblicata nella nuovissima sezione DOMA (Digital Orienteering Map Archive) dell’Orsa Maggiore: doma.asdorsamaggiore.it.

L’unico altro partecipante dell’Orsa Maggiore, Antonio, pur recriminando per qualche errore di troppo, si è piazzato in decima posizione nella M18, migliorando di molto lo score dell’ultima prova di Coppa Italia. Ad accompagnarci in questa dura ma divertente trasferta, tra orienteering, partite a freccette e qualche pinta di birra alla spina spillata da un vecchio motore Harley riadattato, Stefano (terzo e premiato in M40), Avgustina (quarta in WA) e Margherita (quarta in W40).

Il commento di Antonio: “La mia prova in M-18 è stata caratterizzata da alti e bassi. Il terreno era molto lento e scosceso (non il massimo per chi non poteva permettersi di scivolare). La prima parte di gara è stata comunque buona con minimi errori e una corsa sempre in spinta con una proiezione finale intorno alla sesta posizione, poi la stanchezza ha cominciato ad affiorare per vari motivi e ho cominciato a perdere lucidità. Infatti gli errori sono arrivati soprattutto in zona punto con il giro finale dopo il punto spettacolo fatto in calando.”

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09/06/2013 – San Gregorio – Camp. Laziale sprint

Domenica 9 giugno, l’incantevole paese di San Gregorio di Sassola è stato il “terreno di battaglia” per assegnare i titoli regionali della specialità più corta e frenetica della Corsa Orientamento, la sprint. Avendone organizzate tutte le edizioni dal 2002 al 2012 (nel 2011 di supporto alla Pol. G.Castello), partecipare finalmente a un Campionato Laziale sprint è praticamente una novità per l’Orsa Maggiore! Che anche questa volta ci mette lo zampino, visto che sono stato coinvolto dagli organizzatori del C.C.R. alla gestione informatica e Sport-Ident, come già nell’edizione 2011.

Cinque dei nostri schierati al via, con un bottino consistente ma anche qualche rammarico: se Francesco conferma quanto fatto vedere a livello nazionale in quel di Subiaco, dominando ancora una M12 forse un po’ troppo corta (meno di 8′ il suo tempo!), Leonardo coglie il terzo posto in M40 e Luca il secondo in MB, a 30″ dal primo classificato, dopo aver condotto in testa la prima metà di gara.

Sfortunata la gara di Antonio, invece, con ancora il gesso al braccio, che se non fosse incorso in un punto errato avrebbe colto un prestigiosissimo terzo posto in MA, dietro i “mostri” Nisi e Fiocca, con un bel vantaggio sugli inseguitori: a parte quella svista sul punto 10, per lui qualche difficoltà nella parte iniziale in centro storico, al termine della quale avrebbe il sesto posto, per poi rimontare alla grande nella seconda parte di gara nella periferia del paese e nel parco, con più salita e strada da correre.

Per me, invece, gara all’opposto: nonostante un paio di errori da 10/15 secondi, transito con il quarto tempo alla fine della prima parte ma non va la tenuta fisica nella seconda metà, in cui c’è meno da seguire la carta e spingere più con le gambe. Alla fine è un quinto posto a 30″ dal terzo, neanche così male…

Il commento alla gara del giorno spetta a Leonardo!

In attesa della mia partenza, nella bella cornice del castello, ho avuto modo di vedere arrivare Francesco, che in soli 7 minuti e mezzo aveva concluso la sua gara; così gli ho potuto chiedere il porta-descrizione punti, che mi ero dimenticato. A caldo, Francesco mi ha detto di qualche vago problema che aveva incontrato in gara, ma io avevo capito che la sua gara era stata ottima, per cui mi sono avviato alla mia partenza ringalluzzito.
E meno male, perché dopo il via mi sono ritrovato in una angusta piazzetta, dalla quale prendere la giusta direzione; ci mancava qualche comare a scrutarmi alle finestre, e mi sarei ritirato: troppo senso d’oppressione. Comunque, mossi i primi passi, il paese scorreva davanti a me proprio come me lo immaginavo via via dalla lettura della carta. Un paio di bivi simili ed ecco il primo contrattempo, ma sono pochi secondi.
Poi, un punto particolarmente defilato, il quarto, ed ecco che se ne vanno due minuti; il tempo di ammirare una collezione di giocattoli in attesa del loro proprietario e poi, vuoi mettere tutti quei vasi con fiori vari, basilico, salvia e tutto l’occorrente per un buon sugo?
Esco dal paese un po’ confuso ma, mi dico, è fatta; invece c’è tutta la salita della parte nuova e, per chi ha una certa età, è dura. La seconda parte della gara si svolge senza particolari problemi, se si esclude il fiatone, e alla fine un terzo posto che mi va benissimo.

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02/06/2013 – Monte Livata – 3a prova Coppa Italia

Pochi chilometri di distanza da Subiaco ma tutt’altro scenario: la maestosa faggeta di Monte Livata ci aspetta a un paio di centinaia di metri più in alto… sarà una lunga “passeggiata” per raggiungere la partenza! Espediente “crudele” (specie dopo una sprint il giorno prima) di un altro caro amico, Stefano Zarfati, tracciatore di giornata, per permetterci di godere della parte più alta e più bella dell’immensa area cartografata della zona. E’ la terza prova di Coppa Italia, la prima della stagione per me, e ci sono le aspettative di ripetere in MA le buone prestazioni del 2012, sebbene lo stato di forma sia al ribasso e il terreno di gara di solito non premia chi manca di velocità e resistenza. Il tracciato è veramente duro ma così vario come raramente è capitato qui: una prima parte come ti aspetti che sia una gara a Livata, bosco bianco e velocissimo alternato a piccole e grandi radure; poi, sorpresa, un’abetaia sporca in costa e in discesa (il famigerato “Passo delle Pecore”) che tanto ricorda il terreno prealpino, che ti logora le caviglie; come se non bastasse, nel finale di gara c’è da correre con tutte le energie che si hanno ancora in corpo, con lunghe tratte nel terreno aperto e sassoso che sembrano non finire mai. Tre “momenti”, e terreni, diversi nella stessa gara, e a Monte Livata! Bravo Stefano!! Mentre scrivo sento ancora le gambe legnose, ma ne è valsa la pena: allo scarico sono terzo e sesto alla fine, un risultato per cui avrei probabilmente firmato a occhi chiusi il giorno prima!

“Man of the match” odierno ancora Francesco, che fa due su due nel weekend. Buone anche le prove di Leonardo (quinto in M50), Arianna (sesta in WB), Luca (nono in MB) e Giuliano (14° in MB), tutti in linea con le migliori aspettative. Incoraggiante il rientro di Antonio, limitato ovviamente dalla gessatura a polso e avambraccio per una recente frattura in allenamento ciclistico.

Di seguito il commento alla gara di Luca, la sintesi di quanto sia bello tornare all’agonismo nel nostro sport dopo una lunga essenza.

All’arrivo nella zona Ritrovo della manifestazione non nascondo un pochino di emozione nel prendere parte, a distanza di qualche anno, ad una gara nazionale. L’anfiteatro naturale si presta ad accogliere l’arrivo ed il punto spettacolo, cerchiamo un buon punto di osservazione e ci adagiamo felicemente sul prato.
Mi preparo per la gara cercando di ricordare tutti i pezzi… bussola, SIcard, pettorale, nuova maglia da gara….. Ho tutto e mi dirigo in partenza! Per raggiungere la partenza ci sono circa 600 metri da fare al passo e li uso per trovare la concentrazione. E’ il momento in cui si è soli e si deve pensare a come affrontare il tracciato.
Salendo verso il triangolo scruto i concorrenti che prenderanno parte alla gara e provo ad immaginare chi potrebbe essere un mio avversario…
Anche se sono consapevole della poca autonomia atletica, l’adrenalina inizia a salire ed arrivati al gazebo di lancio la voglia è solo quella di far bene….Trovo l’obiettivo da mettere nel mirino, un concorrente che parte 2 minuti prima di me, bel fisico, stile da atleta rodato… lo devo prendere! Entro nel gazebo ed è come entrare in un’altra dimensione, silenzio, cartina pronta, cronometro azzerato, battiti alti….VIA!
Parto con calma per cercare di trovare il feeling con la carta. E’ una relazione interrotta troppo tempo fa… Fortunatamente il terreno morbido e le curve di livello chiare favoriscono il rinascere delle sensazioni orientistiche… Mi trovo ad affrontare i primi punti dove il buon Stefano ha inserito la gran parte del dislivello di gara e per me è una scelta ferale. Al quarto punto le gambe sono finite ed il cuore batte all’impazzata.
Continuo cercando di rimanere concentrato e sfruttare le obbligate pause dalla corsa per leggere e memorizzare le tratte successive… sono ora in un lungo tratto in salita su sentiero e sento dietro di me il passo ed il fiato di un atleta che risale correndo. Mi giro ed è il mio target! inseguimento riuscito e distacco colmato. Sorpreso dalla bella scoperta continuo la salita al quinto punto al passo. Anche se felice, le gambe proprio non ce la fanno. Affronto i successivi punti alternandomi con lui alla punzonatura dei punti, fortunatamente compenso l’atletica con una maggiore precisione….
Con il cuore sempre alto e le energie limitate arrivo all’ultima parte di gara, il mio avversario è riuscito a distaccarmi sul tratto di scorrimento veloce. Non mi abbatto perchè so che posso giocarmela nella zona di bosco e continuo al mio ritmo (per me elevatissimo, nella realtà molto lento)… termino la parte in bosco con le gambe oramai finite, sono rimasto solo nel fettucciato che porta all’arrivo…
Intertempo dello “sprint” 22 secondi, ultimo di categoria e battiti oltre i 190. Punzono il Finish e cerco da bere e controllo il tempo.. Obiettivo di giornata centrato e 10 secondi di vantaggio sul mio avversario!! Ho meritato pane e salsiccia a fine gara!

Un ringraziamento agli organizzatori per la bella giornata di sport e natura!

Domanda di ammissione a socio

01/06/2013 – Subiaco – Campionati Italiani sprint

Di scena nella “Capitale” della Valle dell’Aniene i quarti Campionati Italiani organizzati in 6 anni dal Gruppo Orientisti Subiaco: dopo i long/staffetta del 2007 e i middle del 2010, quest’anno è la volta degli sprint a completare il quadro delle specialità della Corsa Orientamento. Tanto di cappello a una società che pur a conduzione familiare è riuscita negli ultimi 10 anni a offrire eventi nazionali e, addirittura, internazionali di massimo livello con una frequenza che farebbe invidia a team ben più strutturati.

Ci attende un pomeriggio all’insegna di pioggia, ripide scalinate, discese scivolose e lettura frenetica della carta per condurre al termine i percorsi progettati del “caro” Remo Madella: insomma, una sprint in centro storico ai suoi massimi livelli!

Io e Arianna condividiamo l’esperienza della “quarantena”: gli atleti Elite (che siano degni o meno, come il sottoscritto, di tale categoria) hanno l’obbligo di presentarsi in zona partenza da subito, per evitare contatti e scambi di informazioni con chi ha già concluso la propria gara. In attesa di prendere il via, alcuni tra i più forti atleti mettono a punto muscoli e cervello… giocando a bocce!

E arriva il momento della partenza: si parte e subito si fanno i conti con il fondo viscido e scivoloso; si deve correre col freno a mano tirato… poco male perché di questi tempi non eccello proprio per velocità di corsa! Il percorso “alto” alterna ripide scalinate che ti lasciano sulle ginocchia e senza più fiato a più rari allunghi “in quota” in cui il ciottolato bagnato e l’acido lattico limitano decisamente la falcata. Esco più o meno indenne da questa prima frazione di gara, raggiungo il punto spettacolo nella parte bassa e via verso il “trappolone” finale, in cui solo studiandosi in anticipo il percorso (ma quando?!?) si riuscirebbe ad evitare giri più larghi e secondi buttati al vento. Lascio forse venti secondi con le mie scelte sicuramente non ottimali (e me ne rendo conto quando sono costretto a un “angolo acuto”) e mentre me ne vado via, rasentando il fiume, vedo lì Remo che si gode lo spettacolo che lui stesso ha messo in scena in quella piccola porzione di carta. L’arrivo è in leggera salita, ancora uno strappo finale, quindi il momento della verità… e, una volta tanto, anche della soddisfazione: “primo”, fino a quel momento! E’ vero, tutti i più forti partiranno nel finale e il risultato finale parlerà di un mesto 17mo posto (su 45), ma si tratta comunque del miglior risultato, finora, a un campionato italiano sprint, specialità molto avara di soddisfazioni, men che meno quando si è poco allenati.

L’Orsa Maggiore, oltre al debutto ufficiale della nuova maglia da gara, ricorderà a lungo questa gara per la vittoria schiacciante in M12 di Francesco, già terzo agli sprint dell’anno scorso a Madonna di Campiglio… la curiosità di vederlo al debutto nelle categorie agonistiche l’anno prossimo è veramente tanta!